Hoder Claro Grassi


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HODER CLARO GRASSI - LA VITA
Hoder Claro Grassi nasce nel 1905 a Torniella, paese toscano in provincia di Grossato. Ad un anno della sua nascita la famiglia si trasferisce a Seui, in Sardegna, dove il padre apre una fabbrica di pipe. All’età di di tredici anni, nel 1918, si reca a Chiavari, cittadina ligure, per lavorare presso la fabbrica di uno zio. Nel frattempo suo padre apre una nuova attività a Cagliari, stabilendosi nella città con tutta la famiglia.
Nel 1923 Grassi si arruola nell’esercito e frequenta la scuola militare a Firenze, nel corso dei Bersaglieri; qui avrà modo di seguire i corsi della Scuola libera del nudo e di conoscere Giovanni Ciusa Romagna.
Nel 1924 torna a Cagliari e lavora presso l’armeria del padre. Contemporaneamente si iscrive all’istituto tecnico ma non riuscirà a conseguire il titolo a causa di un periodo di degenza dovunto al contagio della malaria. In questo periodo si avvicina all’ambiente artistico e culturale della città e il pittore Cesare Cabras, dal quale apprenderà l’arte del dipingere e che diverrà uno dei suoi più cari ed intimi amici. Tra i due si instaura un rapporto costruito sull’amore comune per la pittura: Grassi sarà un suo allievo, ma un allievo particolare, poiché la confidenza fra i due supera i confini del rapporto tra maestro e apprendista, e Grassi, ben presto, pur avendo stima della pittura di Cabras, se ne discosterà per intraprendere una ricerca del tutto personale. Nella metà degli anni ’30 Grassi espone in varie mostre, tra Cagliari Nuoro e Sassari.
Nel 1936, in concomitanza con la guerra d’Africa, in pieno periodo fascista, frequenta la scuola per i sottufficiali a Roma, prestando servizio per la patria. Di questo periodo è testimonianza un carteggio intercorso tra Grassi e i pittori Biasi, Ciusa Romagna e Cabras.
Nel 1940, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, è capitano dei bersaglieri. Alla fine della guerra torna nella sua città e si dedica nuovamente alla pittura, con varie esposizioni, ma a causa della morte del padre, nel 1946, riprende a pieno ritmo, esponendo anche fuori Sardegna e non avrà più interruzioni fino agli anni cinquanta. In questo periodo Grassi comincia ad occuparsi anche di critica d’arte, prestando la sua penna ai vari giornali. Nel 1949 scrive su “La Regione” e da qui continuerà la sua esperienza in vari fogli isolani e non solo, come “il Messaggero” , “ Il risveglio”, “Quotidiano sardo “, Giornale d’Italia”.
Il 1950 è un anno importante: ha luogo la sua prima mostra personale.
Tutto il decennio sarà caratterizzato dall’analisi e dalla rappresentazione di temi vicini alla realtà, sterile e desolata creata dalla guerra.
Gli anni sessanta sono per Grassi un periodo di comprensione, confronto e critica verso le nuove tendenze dell’arte astratta e informale e i riflessi di questa in ambito isolano. Non di meno le sue tematiche hanno una combinazione metafisica e surrealistica, pur concentrandosi sulla condizione umana nel suo nucleo più primitivo e universale.
Nel 1965 Grassi entra nella massoneria.

Il restauro dei locali del nuovo Palazzo Comunale di San Vito è stata l’occasione per rinnovare il museo Comunale, con una mostra dedicata all’arista sardo: Hoder Claro Grassi, pittore quasi dimenticato. Con questa esposizione il Comune di San Vito offre la possibilità di ricordare e di riconoscere un artista meritevole di attenzione e di studio. Grazie all’interessamento di Vittorio Sgarbi per l’arte in Sardegna e per quelle personalità, incorse nell’oblio del tempo, come Brancaleone da Romana, presente assieme a Cesare Cabras nelle sale del museo, si è potuto dare vita a questa mostra con l’intento di avvicinare all’arte contemporanea sarda chiunque sia interessato a conoscere un altro aspetto della nostra isola, meno noto rispetto alle tradizioni popolari, etnografiche, archeologiche, religiose, folkloristiche. L’entusiasmo per i nuovi locali del Museo Comunale, e la determinazione del critico d’arte più noto d’Italia e dei suoi collaboratori, hanno permesso di realizzare una mostra e un catalogo che segnano un punto fermo per la Storia dell’arte in Sardegna, focalizzando l’attenzione su Hoder Claro Grassi, i suoi contemporanei e il circuito delle mostre e dell’arte isolana nel secondo Novecento.
Un sentito ringraziamento è rivolto a tutte le persone che hanno collaborato all’iniziativa, con il loro prezioso contributo, alla Regione Sardegna, alla Galleria Comunale d’arte di Cagliari, al Palazzo dei Normanni di Palermo, al Comune di Monserrato, agli eredi di Hoder Claro Grassi, di Cesare Cabras e di Brancaleone da Romana, per l’assistenza e il prezioso reperimento di materiali utili.
Grazie all’impegno di tutti siamo riusciti a inaugurare il Museo Comunale con una mostra importante, con la cura di Vittorio Sgarbi, che apre la strada ad altre importanti iniziative.
IL SINDACO
Maria Gabriela Meloni
 

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